Un angolo intimo del parco, illuminato dalla luce calda del tramonto, ha accolto il debutto della rassegna estiva Teatro da camera, promossa da La Fabbrica Illuminata. Protagonista della serata è stato Enrico Bonavera, attore di lunga esperienza, storico Arlecchino del Piccolo Teatro di Milano e vincitore dell’Arlecchino d’Oro, che ha incantato il pubblico con la sua straordinaria verve.
Lo spettacolo, “Il vino e suo figlio”, è un monologo brillante e irriverente liberamente tratto da Il Navigatore del Diluvio (1982) di Mario Brelich. Al centro del racconto vi è il vino, con il suo valore mitico e sacro, simbolo della paradossale congiunzione tra corpo, piacere e filosofia della vita.
Attraverso gli occhi di Sem, figlio primogenito di Noè, lo spettatore segue la nascita del vino e l’evoluzione del rapporto del Patriarca con un Dio sorprendentemente complice e umano. Dall’entusiasmo del primo sorso, Noè approda a una gioiosa ebbrezza, fino a una danzante preghiera di ringraziamento per lo scampato Diluvio.
Il monologo affronta anche un tema universale: il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Se nella società contemporanea i riti di iniziazione sono ormai assenti, il primo bicchiere di vino conserva ancora oggi un valore simbolico, testimonianza di una trasformazione interiore.
Con grande ironia, Bonavera intreccia al racconto biblico anche episodi personali, come la memoria della sua prima “rivelazione alcolica”, donando al pubblico un momenti di leggerezza e complicità.
Prodotto dalla compagnia Çàjka ETS, Il vino e suo figlio ha saputo coinvolgere gli spettatori di Villa Asquer in un’atmosfera raccolta, trasformando la serata in un’esperienza teatrale al tempo stesso divertente e intensa.








