Con Uomo solo in fila, scritto e interpretato da Maurizio Micheli, si è concluso a Villa Asquer il ciclo dei tre appuntamenti ospitati nel parco nell’ambito della rassegna Teatro da Camera, organizzata da La Fabbrica Illuminata con la direzione artistica di Elena Pau.
Attore, autore e protagonista della scena teatrale italiana da oltre cinquant’anni, Micheli ha costruito nel tempo uno stile inconfondibile, capace di coniugare comicità, osservazione del quotidiano e riflessione sociale. In questo spettacolo, accompagnato al pianoforte da Gianluca Sambataro, presenza scenica costante e interlocutore del protagonista, porta in scena un spettacolo in cui leggerezza e profondità convivono in un equilibrio che ha coinvolto il pubblico dall’inizio alla fine.
Al centro della narrazione c’è Pasquale, un uomo qualunque intrappolato in una sala d’attesa sospesa nel tempo, dove una fila apparentemente ordinaria si trasforma progressivamente in una metafora dell’esistenza e del rapporto dell’uomo con il proprio destino. Mentre attende il suo turno, il protagonista ripercorre la propria vita lasciando affiorare ricordi, speranze, disillusioni e interrogativi. L’attesa diventa così il filo conduttore di un racconto che, partendo da una situazione familiare a chiunque, invita a riflettere sul senso del tempo, sulle occasioni perdute, sulle aspettative e sulle contraddizioni della società contemporanea.
Con la sua ironia raffinata, Micheli alterna osservazioni surreali, citazioni, momenti di improvvisa leggerezza e passaggi di maggiore intensità, dialogando continuamente con il pubblico.
Gianluca Sambataro accompagna lo spettacolo con un pianoforte capace di dialogare costantemente con la scena, i continui scambi tra i due interpreti danno vita a una costruzione scenica dinamica, nella quale ritmo, pause e interventi musicali amplificano il racconto, contribuendo a restituirne le sfumature emotive.
Con questo ultimo appuntamento si è concluso il percorso teatrale ospitato quest’estate a Villa Asquer, un trittico di spettacoli che ha proposto linguaggi e sensibilità differenti, accomunati dalla capacità di offrire al pubblico occasioni di riflessione attraverso il teatro contemporaneo.












